giovedì 15 aprile 2010

I burocrati

Si sa che i burocrati sono una specie moralmente inferiore, meritevole delle peggiori pene dell'inferno che per loro saranno giustamente riservate nell'aldilà (dovranno fare richiesta di accesso al paradiso, per l'eternità, sballottati tra la sala d'aspetto infinito meno epsilon, lo sportello NUL, e altre amenità che loro stessi si inventeranno per danneggiarsi a vicenda).

Detto questo, sono riusciti a stupirmi un'altra volta. Ecco cosa ho scoperto:
Con l'avvento dell'euro, la circolare n. 106/E del 21 dicembre 2001 ha stabilito che l'arrotondamento da eseguire sul modello F23 dell'imposta di registro è all'unità di euro: per difetto se i centesimi sono inferiori a 50, per eccesso se uguali o superiori a 50.
Fin qui può andare, anche se non se ne capisce il motivo; ora però viene l'assurdo che solo le loro menti contorte potevano inventarsi:
Si fa presente che qualora l'importo da versare contenga più di due cifre decimali occorre prima esprimerlo al centesimo di euro e poi procedere all'arrotondamento all'unità.

Ad esempio: se l'importo da versare è pari a 77,4999 euro, è necessario prima arrotondare al centesimo di euro ( = 77,50 ) e poi ricondurlo ad unità indicando nel modello F23 il valore di 78 euro.
Quindi, in un foglio di calcolo, per l'arrotondamento non =round(X1,), ma =round(round(X1,2),).

Come al solito in tali casi non si capisce se il motivo sia la pura e semplice stupidità di chi si inventa i regolamenti, o se sia il machiavellismo, dato che in questo modo tutti i numeri con parte decimale maggiore o uguale di 0,495 vengono approssimati per eccesso, aumentando mediamente l'imposta di cinque millesimi di euro, propendo comunque per l'idiozia da burocrate professionista che si inventa modi per fare confusione.