domenica 7 dicembre 2014

Le ciclabili ...e poi ti dicono

Si sa che sono tempi duri... mancano i soldi, non ci sono i fondi, eccetera, eccetera. Ma alla fine, nell' Anno Domini 2014 dicono che si sia conclusa la ciclabile del ponte di Bribano. Magari alcuni si sono già dimenticati che alcuni mesi fa, per settimane di lavori, a ciclisti e pedoni fu vietato attraversare il Cordevole se non a nuoto.

Sparuti ciclisti invece hanno la memoria lunga, volenti o nolenti, e si ricordano che or sono parecchi lustri addietro, "geniali" progettisti posero "arredamento urbano" sotto forma di panchine di traverso sul vecchio ponte della chiusa di Busche trasformato in ciclabile; con risultati deleteri.

Ahi noi! Ci risiamo. Ecco la situazione in data odierna sulla nuovissima modernissima ciclabile, a cui gli ultimi ritocchi, evidentemente pensati dalle stesse menti geniali, sono stati incementati da poche ore.

Ciclabile con palo per torturare e uccidere.

Si dice appunto che il denaro non c'è e dobbiamo accontentarci di quel che viene: un lampione ogni venti metri; non oso immaginare cosa sia costato installarli e quanto costerà la manutenzione, speriamo che le stesse risorse vengano impegnate anche per mantere bene la pavimentazione, ma abbiamo valide ragioni per dubitarne. Per non farsi mancare nulla c'è anche una staccionata di legno, e non è l'unica, sto ancora pensando se si vogliano portare al pascolo i cavalli sull'erba o se sia lì per proteggere il palo dell'ENEL, magari qualche pedone sbadato potrebbe abbatterlo appoggiandocisi.

Ma lì al centro campeggia l'opera d'arte, il supremo ostacolo omicida, il palo d'acciaio: Sì, proprio all'altezza delle pudenda degli sventurati che magari non si aspettano tanta solidità sul proprio passaggio, e per maggior perfidia di quel color grigio antracite che si confonde perfettamente con l'asfalto. Prima mi metti le staccionate qua e là per proteggermi dallo sviare sull'erba e poi mi metti... un palo di ferro grigio scuro incementato nell'asfalto sul percorso.

Pista ciclabile con ostacoli

Facciamo finta che le cervellotiche leggi italiane non permettessero di dare un accesso alla ciclabile che non comprendesse un'inversione di marcia con raggio di curvatura di trenta centimetri, fingiamo anche che non ci fosse proprio un altro posto per mettere il tombino, ma come si fa a non notare che i paletti accanto alle strade dopo eonica evoluzione sono diventati di plastica, si rompono in caso d'urto (e spesso pare che per gli spazzaneve sia un gioco dei birilli) da tempo immemore sono bianchi e neri per essere ben visibili, e da quando sono stati inventati vengono anche aggiunti dei catarifrangenti; il palo di sterminio dei ciclisti invece no, deve essere rigorosamente austero e doloroso. E' necessario, così lo ha voluto il progettista provetto. Potremmo modestamente osservare che lì dietro, a pochi metri, un paio di cartelli rotondi rossi con striscia bianca, presumibilmente noti ai guidatori, sono sufficienti a impedire alle auto di infilarsi in senso contrario, ma sulla ciclabile no, lì ci vuole il pugno di ferro, ma un pugno è troppo poco, mettiamoci un palo!

Pista ciclabile con pavimentazione scadente
E rieccoci alla questione del fondo, probabilmente avevano finito l'asfalto o gli operai erano troppo intenti a respingere i ciclisti a colpi di palette e bandierine per pensare a livellare il cemento, non ci è dato saperlo, quel che sappiamo invece è che quando si passa su questa moderna ciclabile del terzo millennio la nostra voce in falsetto anziché recitare sopra la panca la capra campa diventerà sopra la sella il ciclista crepa... e io ti maledico un'altra volta!

Defective by design
Speravamo che potesse bastare, e invece no. Siccome secondo l'ottica del progettista il veicolo a motore è l'eletto, mentre pedoni e ciclisti devono essere relegati a paria, abbiamo un tipico esempio di come la ciclabile venga considerata una specie di retrobottega. Non ci sono barriere che impediscano allo sporco della strada di invadere il percorso ciclabile anzi, ciò viene favorito ponendo le canaline di scolo dalla parte opposta, il guard rail è liscio e finito dal lato vetture e tutta una paleria e viteria dal lato cicli, sempre per la sicurezza del ciclista, sempre lo stesso coccolato ciclista (o pedone) per il quale sono state amorevolmente predisposte staccionate di legno per impedirgli di finire nell'erba!

In-sicurezza beffarda

Defective by design

Arriviamo in fine alla curva di Bribano, arricchita da una ringhiera atta a fermare carri armati alta e schietta come una siepe del Carducci, bella fitta fitta che non ci si veda niente attraverso. La sicurezza innanzitutto, non si potrà scavalcarla nemmeno a volerlo, per la curva cieca e il camion parcheggiato dietro... beh aspettiamo di essere invasi dalla Danimarca, lì le ciclabili le usano per andarci in bici.

Non potremo certo aspettarci che dall'oggi al domani l'Italia diventi un paese con piste ciclabili ragionevoli, ma di tutte le cose qui analizzate almeno una:  togliere quei maledetti pali omicidi!

Naturalmente poi ti dicono... ma perché andate in bici sulla strada invece di usare la ciclabile? ...e io vi maledico tutti!